Le parole per dirlo

In punta di penna

Massimo Palermo, Università di Siena

La Signora del Faro e altri racconti

Massimo Palermo, Professore ordinario - Dipartimento di Scienze Umane, Università per gli Stranieri di Siena

Luogo unificatore della bella raccolta di racconti di Marianna Burlando è il mare. Questo elemento, in primo luogo figura del viaggio esistenziale con le sue alterne vicende (quiete, tempesta, peregrinazioni, approdi, ritorni) richiama la condizione dell'uomo d'oggi, in grado di gettare e salpare più volte le ancore nell'arco della propria esistenza (ovvero costruirsi e ricostruirsi nuove identità) caratteristica che, come sostiene Zygmunt Bauman, costituisce lo status antropologico dell'individuo post-moderno, in contrapposizione alla società tradizionale che consentiva all'individuo di gettare una sola volta le proprie radici (identità singole) e su di esse edificare solidamente (o tragicamente) la propria esistenza.

L'elemento acquatico compare sovente anche nella sua dimensione lustrale, purificatrice, in grado di ricondurre i protagonisti all'integrità e all'innocenza dell'infanzia (Scrigno mare) ed è declinato spesso nella figura dello specchio, consueta metafora del doppio in letteratura e elemento carico di evocazioni psico-analitiche. Tale oggetto è evocato in questi racconti sia nella sua materialità sia nella variante dei diversi "specchi d'acqua" che punteggiano le descrizioni d'ambiente. Per contrasto all'acqua lustrale, la negatività dei fluidi corporei può apparire cruentemente sulla scena del racconto per evocare violazioni e violenze sull'universo femminile (Sorelle gemelle).

Sul mare - inevitabile pensare all'influenza dei paesaggi salentini, che riconducono alla realtà biografica dell'autrice - si staglia il faro, luogo di ambientazione del racconto iniziale, che dà il nome all'intera raccolta: edificio isolato, lontano dal mondo, ideale punto di osservazione per la protagonista, che in seguito a una post-traumatica rinascita, decide di isolarsi in questa inconsueta residenza per guardare meglio attraverso la vera essenza delle cose e degli affetti.
Le atmosfere sono per lo più rarefatte, a tratti magiche, nei racconti di Marianna Burlando: la dimensione più squisitamente fisica e sensuale entra in gioco solo occasionalmente, per la descrizione di relazione amorose adulte e paritarie («dettate dal desiderio e non dal bisogno»). La cifra stilistica prevalente è la leggerezza, sapientemente portata avanti dall'autrice anche nei passaggi di argomento più doloroso (La nuova alba).

Infine dal punto di vista delle soluzioni narrative spicca l'elemento ricorrente del viaggio: occasione di incontri e ricongiungimenti, riscoperta di amicizie, affetti e amori, occasioni di vita, avviamento della narrazione (La nuova alba), scioglimento dell'intreccio (La signora del Faro).

Pubblicato su: Lulu

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