Le parole per dirlo

In punta di penna

Valeria Orsini, esperta in comunicazione

La soglia di fuoco

Valeria Orsini, esperta in comunicazione

La soglia di fuoco, di Marianna Burlando
2 agosto 2012

La soglia di fuoco è il titolo che dice e non dice, di questo romanzo dal sapore multiculturale e multietnico.

Di certo, a lettura terminata, dice molto, così come l'immagine graffiante di copertina o il pensiero in apertura di Daniela Respini, sottile preannuncio della trama e, forse, anche della “ideologia” dell'autrice.

Il romanzo è avvincente e si fa leggere tutto d'un fiato, con verità che la società moderna tende a nascondere o a far finta di non vedere.

L’ambientazione principale è Londra - e molti elementi rivelano l'accurata conoscenza che l'autrice ha sia della capitale inglese e sia della ricerca farmacologica su cavie, che narra - e i personaggi dalle provenienze e dalle culture diverse, che nella metropoli incrociano i loro destini, vi portano pezzi del loro mondo. La narrazione li propone superando luoghi comuni e stereotipi: nord e sud si intrecciano tanto pericolosamente quanto sapientemente e l’intera trama si alimenta dei loro contrasti e delle loro contraddizioni.

Ottima struttura narrativa che regge il ritmo sino alla conclusione apparentemente buonista, da finale fiabesco del tipo “il bene prevale sul male”; ma è solo un attimo, le ultime pagine impongono uno sguardo realista, aderente alla contemporaneità. Siamo a Londra nell’estate 2005.

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